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Santissima Trinità

14-06-2025

“Tutto quello che il Padre possiede è mio; lo Spirito prenderà del mio e ve lo annuncerà” (Gv 16,12‐15)

Cari parrocchiani,
quando facciamo il segno di croce uniamo il simbolo del mistero pasquale di Gesù alle parole «Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».
Anche nel battesimo, mentre con il segno sacramentale dell’acqua è espressa la nostra unione alla morte e alla risurrezione di Cristo, si pronuncia il nome del battezzando e si dice « battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». In modo simile, il tempo di Pasqua appena concluso sfocia nella domenica della Santissima Trinità che oggi celebriamo.
Quale è la ragione profonda di questo legame liturgico tra il mistero pasquale e la Trinità. In primo luogo, la pasqua ha una funzione rivelativa rispetto alla Trinità. È infatti per mezzo della vita di Gesù, culminata nella sua morte, risurrezione, ascensione al cielo e nel dono dello Spirito, che conosciamo il mistero del Dio uno e trino. Vi è però anche qualcosa di più. Il Dio trinitario è comunione di amore sgorgante dalla fonte eterna che è il Padre.
L’uomo è stato creato per essere partecipe di questa vita divina ma il peccato ci separa da Dio e ci fa piombare nella morte. Il mistero pasquale di Gesù attraverso la sua morte raggiunge l’uomo nella morte e gli ridona la comunione con Dio che è vita eterna.
Anche oggi, per me e per te, il mistero pasquale rimane la strada con cui partecipiamo alla vita della Santissima Trinità. Se ti senti lontano o triste o solo o abbandonato, riprendi coraggio! Nei sacramenti che celebriamo Dio continua ad operare la salvezza, affinché tu a la nostra vita sia sempre più «battesimale», e cioè «immersa» nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo per mezzo di Cristo morto e risorto per noi.

Dio vi benedica

Don Davide