Cari parrocchiani,
un gruppo di parrocchiani sta vivendo un pellegrinaggio di preghiera per la Pace ad Assisi, camminando verso la tomba di San Francesco.
Leggiamo l’apertura del suo testamento: «Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccato mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da loro, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo. E in seguito, stetti un poco e uscii dal secolo».
La misericordia di Dio ha il potere di trasformare il cuore. Testimone di questo amore Francesco parte per la Terra Santa anche allora teatro di guerra, animato da un profondo desiderio di pace. L’incontro tra Francesco d’Assisi e Malik Al-Kâmil, avvenuto a Damietta, in Egitto, nel 1219, è simbolo della potenza dell’incontro personale, dell’incontro tra le gente e le culture. La debolezza disarmata dell’amore sincero e fraterno si rivela più forte dell’odio e delle armi.
Questa domenica ascolteremo il vangelo di Gesù che senza esitare guarisce con la sua parole dieci lebbrosi che lo pregarono, desiderando in cambio solo la fede e la gratitudine, che ci apre a doni sempre più grandi. Solidali con l’umanità ferita dal male esterno e interno, dalle ingiustizie e dall’odio, imploriamo con fede da Dio la guarigione del cuore e della storia. Ricordiamo tanta sua misericordia e tanti suoi doni, affinché animati dalla gratitudine non ricusiamo di essere strumenti del suo perdono e della sua misericordia, per sperimentare anche noi un rinnovamento del cuore.
Dio vi benedica
don Davide



