«Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta». Infastidisce la sua presenza, dà disgusto la sua sporcizia e il cativo odore delle sue ferite, disturbano i lamenti della sofferenza e le suppliche della fame.
Lazzaro muore e muore anche il ricco, alla cui porta bramava di sfamarsi. Ed ecco, la morte non è affatto l’ultima livella. Dopo, non è tutto uguale. Lazzaro è consolato mentre il ricco è nei tormenti. E soprattutto, si è chiusa la porta.
Il significato del nome Lazzaro è «Dio aiuta». Certo, Dio «libera il misero che invoca» (Sal 72,12). Ma ancor di più, i poveri che abbiamo sempre con noi (cf. Mt 26,11) sono l’aiuto di Dio affinché possiamo entrare nel Regno, affinché mostrando misericordia possiamo trovare misericordia (cf. Mt 5,7).
Cristo, «da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2Cor 8,9). «Dalle sue piaghe siamo stati guariti» (1Pt 2,24). «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi» (Mt 25,34-36). «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40). Nel povero alla nostra porta è presente il nostro Re e Signore. «Ecco: sto alla
porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (Ap 3,20). «Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato» (Gv 9,20).
Nei giorni della nostra vita Dio ha aperto la porta della misericordia, non tardiamo ad entrarvi. «Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza» (2Cor 6,1). Con quanto abbiamo facciamo opere di misericordia e per tutti i nostri peccati invochiamola con umiltà. «Il giudizio sarà senza misericordia contro chi non avrà avuto misericordia. La misericordia ha sempre la meglio sul giudizio» (Gc 2,13). «Meglio praticare l’elemosina che accumulare oro. L’elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato» (Tb 12,8-9). «Chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. […] Dio ama chi dona con gioia» (2Cor 9,6-7).
Dio vi benedica
don Davide



