Seleziona una pagina

Terza domenica di Pasqua

18-04-2026

"Lo riconobbero nello spezzare il pane" (Lc 24,13‐35).

terza domenica di pasqua

Cari parrocchiani,

i vangeli non mancano d’ironia. Non quella cinica, sprezzante e amara, ad un tempo saccente e superficiale. No, vi risplende un’ironia che porta il sorriso, infonde gioia e apre alla grande speranza, un’ironia che fa trasparire la buona notizia là dove meno te l’aspetti e bella oltre ogni aspettativa.

È il caso del capolavoro del vangelo dei discepoli di Emmaus, che si allontanano delusi da Gerusalemme: «due di loro erano in cammino […] e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.

Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?» (Lc 24,13-18).

Sì, Gesù risorto è davvero, nel senso più forte possibile, l’unico forestiero, non solo a Gerusalemme ma sulla terra intera. Il Risorto, infatti, appartiene ormai a quella patria che lo rende radicalmente altro rispetto alla terra sulla quale si trova come forestiero di passaggio, pellegrino verso la gloria del Padre.

Il Risorto è la presenza dell’eterno nel tempo, è la Parola escatologica di Dio pronunciata nel mondo, che assume la storia e la dinamicizza in Dio e verso Dio.
Quando in questo vangelo Clèopa dice al Risorto «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme?” (Lc 24,18), il verbo utilizzato è paroikéō: indica chi risiede in un luogo senza esserne cittadino, lo straniero domiciliato la cui patria è altrove.

Da questa radice la Chiesa ha tratto i termini parrocchia, parroco e parrocchiano: nomi che dicono quindi non tanto un’organizzazione territoriale quanto una condizione esistenziale.

Se siamo risorti con Cristo, siamo anche noi forestieri sulla terra, in cammino verso la patria del cielo, presenza nella storia della grande speranza, vittoriosa su ogni scoraggiamento e delusione.

Dio vi benedica
Don Davide