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Terza domenica del tempo ordinario

24-01-2026

“Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia” (Mt 4,12‐23).

terza domenica del tempo ordinario
Cari parrocchiani,

questa domenica ascoltiamo l’inizio del ministero pubblico di Gesù mentre celebriamo la Domenica della Parola di Dio e viviamo la Giornata di preghiera per l’unità dei cristiani.

Non è un caso. Tutto comincia con Gesù che annuncia il Regno e chiama i primi discepoli. L’annuncio della parola di Dio è collegato ai germi della Chiesa.

Osserviamo un dettaglio: Gesù chiama insieme dei fratelli, Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni. I fratelli sono chiamati non separatamente, ma nello stesso gesto e con una stessa parola: «Venite dietro a me». È un segno forte, soprattutto se pensiamo che nell’Antico Testamento i fratelli sono presentati in conflitto: Caino invidioso uccide Abele, Giacobbe soppianta Esaù che a sua volta lo vuole uccidere, Giuseppe è venduto per invidia dai suoi fratelli.

La divisione tra fratelli è segno del peccato entrato nel mondo. Con Gesù accade qualcosa di nuovo. I fratelli non sono più messi uno contro l’altro, ma chiamati insieme.
È il primo seme della Chiesa: una comunione nuova, risanata, che nasce dalla Parola di Cristo che chiama.

Questo ha qualcosa da dire anche a noi oggi, in questa settimana in cui preghiamo per l’unità dei cristiani. Non è senza significato che le grandi Chiese possano riconoscere le proprie radici proprio in quei due fratelli chiamati sul lago: Pietro e Andrea, legati rispettivamente alla Chiesa di Roma e alle Chiese ortodosse.

L’unità dei cristiani nasce dall’ascolto della Parola di Cristo, è frutto dello Spirito Santo, è dono del Padre invocato da Gesù nell’ultima cena: «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17,20-21).

Preghiamo che l’ascolto della Parola porti tutti i cristiani ad essere sempre più, in Cristo, «segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano» (LG 1).

Dio vi benedica
Don Davide