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Sesta domenica del tempo ordinario

14-02-2026

“Così fu detto agli antichi; ma io vi dico” (Mt 5,17‐37).

sesta domenica del tempo ordinario
Cari parrocchiani,

«chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio […] e chi gli dice “pazzo” sarà destinato al fuoco della Geènna» (Mt 5,22). «Chiunque guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore» (Mt 5,28).

Il commento di Gesù ai comandamenti «non uccidere», «non commettere adulterio» e «non dire falsa testimonianza» ci presenta parole tra le più radicali di tutto il Vangelo. Se il cristianesimo fosse semplicemente una morale, sarebbe molto scoraggiante: una cosa da superuomini, certamente fuori dalla mia portata, forse anche dalla vostra.

A che ci servirebbe una morale tanto alta da essere irraggiungibile? Non sarebbe solo una condanna ancora più inesorabile?

La buona notizia è che Gesù stesso è venuto «a dare pieno compimento» (Mt 5,17) alla Legge e ai Profeti. La via della vita, che la Legge ci indica, pur essendoci stata amorevolmente posta davanti da Dio, ci era di fatto preclusa dal peccato.
La Pasqua di Gesù Cristo ci ha aperto la strada della vita eterna, e lo Spirito Santo che ci è stato donato ci permette di percorrerla.

Questa settimana il Mercoledì delle Ceneri darà inizio alla quaresima, tempo benedetto per la nostra conversione, per tornare al Signore con tutto il cuore, per essere rinnovati nella grazia del nostro battesimo.

È un cammino che non intraprendiamo contando sulle nostre forze, ma accogliendo con gratitudine e stupore la sovrabbondante grazia di Dio.

Dio vi benedica
Don Davide