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Seconda domenica d’avvento

6-12-2025

“Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!” (Mt 3,1‐12)

seconda domenica avvento

Cari parrocchiani,

Maria Santissima e Giovanni Battista sono i protagonisti dell’Avvento. Non a caso sono spesso raffigurati ai due lati del Signore Gesù che viene alla fine dei tempi, nelle icone intitolate «Deesis», perché come sono stati protagonisti della nascita di Gesù nell’umiltà del presepe, così sono attori fondamentali per la sua venuta nella gloria.

Ci accompagnano nelle liturgie di questo fine settimana lungo, con la Domenica e la Solennità dell’Immacolata. Di Maria e Giovanni vorrei sottolineare due tratti apparentemente contrastanti:
il recupero dell’inizio e la sorprendente novità.

Giovanni Battista appare nel deserto vestito con pelle di cammello e una cintura di pelle, ricordando i primordi dell’umanità e la veste di pelle con cui Dio stesso coprì i progenitori dopo il peccato. La sua persona suscita nostalgia degli inizi ma è anche annuncio del fine tanto atteso, la venuta del Regno
di Dio. È il profeta preannunciato da Isaia — «voce di uno che grida nel deserto» — ma non per questo la sua figura e il suo messaggio sono meno sorprendenti e sconvolgenti.

Di Maria celebriamo l’Immacolata Concezione. In previsione dei meriti di Cristo gli è conferita fin dal suo concepimento l’innocenza delle origini, in vista del suo essere madre del Signore. Ritornando alla condizione perduta da Adamo ed Eva, inaugura l’inaudita novità del Nuovo Adamo accanto al quale e con il quale sarà la Nuova Eva, madre dell’umanità rinnovata.

In Maria e Giovanni, che richiamano insieme le origini e la novità della salvezza, Dio parla al nostro cuore. Per ciascuno di noi vi è una bellezza e una verità originaria che deve essere guarita da tante ferite e a cui va dato compimento.

Ma ancor più, vi è una inaspettata novità che siamo chiamati ad accogliere. L’amore di Dio sempre ci sorprende, ci eleva. Accogliamo il Signore che viene, lasciamoci stupire, crediamo al suo amore. Al di là di tutte le nostre aspettative e dei nostri schemi, ci ama diversamente e molto più di quanto potremmo immaginare o sperare.

Dio vi benedica
don Davide