Cari parrocchiani,
prima della gloria c’è l’umiltà. Le cose importanti iniziano piccole, nel nascondimento, nell’intimità. Così la vita, così l’amore.
È così che Gesù ci parla del tesoro di cui siamo portatori: un messaggio che viene ascoltato all’orecchio e nelle tenebre, per essere poi annunciato dalle terrazze e nella luce.
La base di tutto è quindi un incontro personale con Gesù Cristo e con Dio, qualcosa di incomunicabile, di personalissimo. La scintilla è un evento interiore, una parola che, giunta all’orecchio, penetra il cuore.
Non dobbiamo mai trascurare questa dimensione segreta della nostra vita spirituale, della preghiera, delle piccole o grandi offerte quotidiane, l’interiorità dei nostri atti e dei nostri pensieri. Solo Dio sa quanto è prezioso e determinante ciò che avviene nel cuore.
Questa realtà interiore deve però venire alla luce: non può rimanere solo una cosa mia. Il seme che Dio ha seminato è destinato a produrre una messe abbondante.
La nostra storia non è mai fine a sé stessa; la nostra vita è dono per altri. Non accada che nascondiamo sottoterra i talenti che Dio ci ha affidato.
Mi vengono in mente le parole di San Paolo: «guai a me se non annuncio il Vangelo!» (1Cor 9,16). Guai a me se non condivido l’amore immenso con cui Dio ha benedetto la mia vita; guai a me se, per pigrizia o per non perdere la faccia, rinnego o mi vergogno del Signore Gesù che ha dato la vita per me.
Dio vi benedica
Don Davide



