Cari parrocchiani,
«Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre» (Gv 14,16).
Cristo risorto ci dona lo Spirito Santo. Viene chiamato «Paràclito», cioè colui che viene chiamato (klētós) presso (pará) di noi per starci vicino, come avvocato e difensore. Questo termine greco è stato anche tradotto con il nome «Consolatore».
Sant’Ignazio di Loyola aveva osservato che certe esperienze e pensieri lasciavano dietro di sé consolazione, altri desolazione. La desolazione è un senso di vuoto e di tristezza, una certa oscurità dell’anima, spinta alle cose basse e terrene, inquietudine e agitazione, sfiducia, mancanza di speranza e di amore: l’anima si sente «come separata dal suo Creatore e Signore» (Esercizi Spirituali, n. 317).
La desolazione, mentre ci abbandona alla solitudine, ci risucchia in circoli viziosi fatti di false e vuote consolazioni, le quali lasciano l’anima più desolata di prima.
Ben diversa è la consolazione spirituale. Infiamma di amore per Dio, con una gioiosa compunzione per i propri peccati, mossa fino alle lacrime dalla dolcezza di questo amore; accresce la fede, la speranza e la carità e lascia l’anima in una pace viva e profonda.
Gesù, che già aveva detto: «Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò» (Mt 11,28), ci manda ancora lo Spirito Santo, «ottimo Consolatore», i cui frutti sono amore, gioia e pace (cf. Gal 5,22).
Perché tanto spesso siamo aridi e desolati invece di essere irrigati dalla consolazione divina?
Primo, perché noi stessi abbandoniamo la fonte d’acqua viva in cambio di cisterne screpolate (cf. Ger 2,13), le tante false consolazioni del mondo.
Secondo, perché «Dio consola gli umili» (2Cor 7,6, Vulgata): è la nostra superbia che fa sì che Dio ci guardi da lontano (cf. Sal 138,6).
«Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione! Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio» (2Cor 1,3-4).
Dio vi benedica
Don Davide



