Cari parrocchiani,
siamo entrati nel mese di maggio, mese mariano ma anche mese della nostra festa parrocchiale, in ricordo della beatificazione di Santa Giovanna Antida, avvenuta cento anni fa, il 23 maggio 1926.
Questo centenario si aggiunge a quello della sua morte – il 24 agosto 1826 – quale motivo dell’anno giubilare parrocchiale che stiamo vivendo.
Proprio all’apertura di questo mese, oltre 100 parrocchiani si ritroveranno, questa domenica, come pellegrini a Napoli, presso il convento Regina Coeli, in cui celebreremo insieme la Santa Messa nella chiesa dove sono custodite le spoglie mortali di Santa Giovanna Antida.
Vi è uno stretto rapporto tra il nostro essere pellegrini e i Santi. Il pellegrino, infatti, non è né un turista né un nomade vagabondo, bensì un uomo o una donna che sa di avere la sua patria nel cielo, e che per questo vive nel mondo come forestiero e pellegrino, sempre rivolto alle realtà celesti, dove si trova Cristo, assiso alla destra di Dio (cf. Col. 3,1).
Questo ce lo ricordano proprio i Santi nella loro vita e nella loro morte, che è in realtà la loro nascita alla vita eterna nel Regno dei cieli.
Santa Giovanna Antida ci mostra con tutta la sua vita che questo orientamento del cuore a Dio e alle realtà eterne non ci distoglie dall’interesse nelle cose della terra. Al contrario, più ci rendiamo conto della patria celeste, più comprendiamo quanto sia prezioso ogni giorno del nostro pellegrinaggio terreno, in cui siamo chiamati a seguire Gesù Cristo nell’amore verso Dio e verso il prossimo.
Gesù è la via che ci conduce alla casa del Padre e alle sue molte dimore, Lui è “la via la verità e la vita” (Gv 14,6).
In questo spirito anche chi è rimasto a Roma può recarsi nella nostra Chiesa “in forma peregrinationis” – come dice il decreto di questo anno giubilare parrocchiale – e celebrarvi la Santa Messa attingendo dal cielo la grazia per vivere nella carità ogni giorno che ci è donato sulla terra. Non è un caso che la parola “parrocchia” derivi dal greco pároikos, che significa “pellegrino”.
Dio vi benedica
Don Davide



