il 26 aprile è la domenica del Buon Pastore, che da diversi anni è giornata delle ordinazioni sacerdotali nella Diocesi di Roma.
Questa domenica sarà ordinato da Papa Leone anche don Giorgio La Rosa, che per un anno ha fatto servizio pastorale nella nostra parrocchia e ora aiuta don Alessandro Palla nella parrocchia Santa Caterina da Siena. Preghiamo per lui e ringraziamo il Signore per il dono di tutti i pastori che ci ha donato, umili servitori e strumenti di Cristo, il Buon Pastore.
Nel vangelo di questa domenica, però, Gesù usa anche un’altra immagine per parlare di sé: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore» (Gv 10,4).
Non nascondo che in passato mi sembrava un’immagine di basso rango, quasi svilente. Ma a ben pensare non è proprio così.
L’immagine della porta dice liberazione, relazione, incontro, giudizio. Liberazione perché sperimentiamo tutti l’angoscia di essere prigionieri di lacci interiori e schiacciati da situazioni esteriori. Gesù ci è venuto a liberare, ad aprire i nostri sepolcri.
La libertà però non è solo assenza di catene, ma il poter abbracciare e andare incontro al bene, incontrare davvero gli altri, non sentirsi più soli. Cristo è la porta per tutto questo.
La porta nella scrittura è anche il luogo del giudizio e fuori dalle porte della città i malfattori erano giustiziati, come avvenne con Gesù. Gesù che è la porta ci pone anche di fronte alla grande scelta della nostra vita, che è accogliere o rifiutare il suo amore e la sua salvezza, entrare o restare fuori.
La vocazione presbiterale e tutte le vocazioni si possono comprendere in questo modo, come un entrare nella volontà di Dio, non fuggire più dalla nostra croce ma portarla ogni giorno seguendo Gesù Cristo, Buon Pastore e porta del Regno dei cieli.
Dio vi benedica
Don Davide



