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Domenica delle Palme

28-03-2026

Avvicinatosi a Gesù disse: «Salve, rabbi!» e lo baciò. Ma Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!» (Mt 26,47‐50)

Domenica delle palme

Cari parrocchiani,

Nella Settimana Santa una delle poche letture che cambia di anno in anno è la versione del Passio che si legge la Domenica delle Palme.

Quest’anno ascolteremo Matteo, nel cui vangelo uno dei tratti caratteristici è l’attenzione all’apostolo Giuda, «colui che lo tradì».

Nell’ultima cena Gesù aveva annunciato ai discepoli «In verità vi dico che uno di voi mi tradirà!» (Mt 26,21). Solo Matteo riporta che Giuda stesso disse: «Sono forse io, rabbi?», al quale Gesù rispose «Tu l’hai detto» (Mt 26,25).

Pur conoscendo le intenzioni del suo cuore gli lavò i piedi e gli permise di partecipare all’istituzione dell’eucaristia: «Prendete, mangiate; questo è il mio corpo». «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti in remissione dei peccati» (Mt 26,26.28).

Matteo ricorda che quando poi nell’orto degli ulivi Giuda lo tradì con un bacio, Gesù lo chiamò «Amico». Solo Matteo ricorda il suo triste pentimento – «Ho peccato, consegnando sangue innocente» (Mt 27,4) – e la sua tragica fine: «gettate le monete d’argento nel santuario, si ritirò e, andato, si impiccò» (27,5).

«Chi tradisce il Signore, tradisce la propria anima, tradisce i fratelli, la propria coscienza, il proprio dovere e diventa un infelice».

«Nostro fratello Giuda», diceva don Primo Mazzolari: «Non vergognatevi di assumere questa fratellanza. Io non me ne vergogno, perché so quante volte ho tradito il Signore; e credo che nessuno di voi debba vergognarsi di lui». «Lasciate che io domandi a Gesù come grazia pasquale di chiamarmi amico. La Pasqua è questa parola detta ad un povero Giuda come me, detta a dei poveri Giuda come voi».

Gesù ci ama sempre. Ha dato la vita per me. Ha dato la sua vita per amore a te.

Dio vi benedica
Don Davide