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Terza domenica di Quaresima

7-03-2026

“Sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna” (Mt 4,5‐42).

Terza domenica quaresima
Cari parrocchiani,

possiamo dire con san Francesco: «Laudato sii, o mio Signore, per sora acqua, la quale è molto utile, umile, preziosa e casta».

Quanto è rigenerante quel senso di freschezza che proviamo sulla pelle quando l’acqua lava il nostro corpo, specialmente dopo una grande fatica. E quanto è bello il cielo terso, purificato dalla pioggia dopo una tempesta.

Ma l’acqua non solo lava: l’acqua disseta. Nelle ore più calde del giorno, al pozzo di Giacobbe, Gesù incontra una Samaritana e le chiede da bere, aggiungendo poi: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice “Dammi da bere”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva […]. Chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che gli darò diventerà in lui una sorgente che zampilla per la vita eterna» (Gv 4).

Il cuore dell’uomo ha sete di Dio (Sal 63,2): una sete infinita di amore, proprio come la Samaritana che l’aveva cercato in cinque mariti e poi ancora in un sesto che non era suo marito.

Anche noi spesso cerchiamo di estinguere questa sete attingendo alle sole “creature”: nei beni materiali, nel piacere, nel successo o nel potere. Ma l’appagamento è solo provvisorio e, non di rado, queste acque si rivelano intorbidite, fino ad avvelenare l’anima.

Solo in Cristo Gesù e nel dono dello Spirito Santo possiamo trovare una pienezza straripante di amore e di pace.

In questa Quaresima torniamo alle sorgenti del nostro Battesimo. Come per il popolo d’Israele nel deserto, Cristo è la roccia dal cui fianco squarciato sgorga un fiume di grazia a cui tutti possiamo abbeverarci.

Se il simbolo di Cristo è il pesce – Ichthys, acronimo di “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore” – anche noi cristiani siamo come pisciculi, piccoli pesci che, come diceva Tertulliano, vivono e crescono nella grazia del Battesimo. Fuori da essa, siamo come pesciolini che boccheggiano sulla riva.

Torniamo dunque al Signore con tutto il nostro cuore.

Dio vi benedica
Don Davide