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Seconda domenica di Quaresima

28-02-2026

“Il suo volto brillò come il sole” (Mt 17,1‐9).

seconda domenica quaresima

Cari parrocchiani,

dopo le tentazioni di Gesù nel deserto, questa seconda domenica di quaresima ascolteremo il vangelo della trasfigurazione.

La settimana scorsa ci è stato presentato il nostro peccato da cui Gesù è venuto a salvarci, questa settimana ci presenta la gloria di Dio a cui Cristo vuole elevarci. Se la liberazione dalla morte che già sperimentiamo rende ragione della croce di Cristo, ben più grande è la divinizzazione a noi ancora sconosciuta che ne è lo scopo ultimo.

Talvolta il timore della sofferenza e della morte ci porta ad implorare l’aiuto di Dio, ma solo l’amore ci può animare a seguire Cristo sulla via della croce.

Nella trasfigurazione avviene questo passaggio. È bello per noi stare con Cristo, dimorare con lui. «Facciamo tre tende», in latino «tria tabernacula». Sì, proprio «tende», per dimorare e camminare con Gesù, per non lasciarlo mai e con lui giungere alle dimore eterne. Anche la parola parrocchia viene da paroikos che significa forestiero, e non a caso il suo centro è il tabernacolo, che significa tenda.

«Facciamo tre tende». Mentre ancora Pietro sta parlando avviene che «una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”» (Mt 17,5).

Al re Davide che voleva costruire una dimora a Dio, fu risposto: «Io edificherò a te una casa» (2Sam 7,5.27). Così ora, quando Pietro vuole fare tre tende, Dio gli apre l’accesso alla vita trinitaria. Una nube luminosa copre i discepoli come già lo Spirito la Vergine Maria e come la colomba che scese su Gesù.

Si sente la voce del Padre, che indica il Figlio amato comanda di ascoltarlo. Chi ascolta la sua voce dimora in Dio e Dio dimora in lui (cf. Gv 14,23; 15,7; 17,6.21).

Dio ci riveli la bellezza dello stare con lui. L’amore, e non più il timore, ci muova a seguire Gesù. Infatti, mentre ancora camminiamo portando la croce con lui già pregustiamo la gioia del cielo.

Dio vi benedica
Don Davide