Cari parrocchiani,
«ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce. È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio diletto, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati» (Col 1,12-14).
Questa domenica a San Pietro con oltre 150 parrocchiani attraverseremo la Porta Santa. Lo splendore della Basilica che si dischiude a chi ne varca la soglia ben esprime lo stupore della nostra chiamata al Regno dei cieli. È fondamentale per noi custodire e nutrire questo afflato di eternità, oggi minacciato dalla tirannia dell’istante.
In un’epoca caratterizzata dalla velocità di cambiamento e dalla pretesa spasmodica di avere tutto e subito, si atrofizza la pazienza del seminatore che coltiva nel tempo per la mietitura escatologica. Veniamo derubati della grande speranza.
Attraversare la Porta Santa è sì segno del Regno che verrà, ma indica anche una vita nuova che comincia già ora, riempiendo di eternità ogni giorno che ci è concesso.
Attraversare quella Porta significa scegliere di lasciarsi rinnovare dal Signore, di accogliere la liberazione dal peccato, di fare un passo oltre le paure, gli scoraggiamenti e i compromessi che appesantiscono il cuore e bloccano la nostra gioia.
È segno del nostro desiderio di vivere nella piena libertà dei figli di Dio. Significa accogliere l’azione dello Spirito che ci configura a Cristo Gesù.
È la decisione di seguirlo con amore, prendendo la nostra croce ogni giorno.
Come il paradiso, la vita nuova, infatti, è stare con Cristo. Così lo ha rivelatoLui stesso al buon ladrone: «Oggi, con me sarai in paradiso» (Lc 23,43). Oggi Gesù ci chiama: alla santità e alla vita eterna.
Dio vi benedica
don Davide



