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Trentesima domenica del tempo ordinario

25-10-2025

“Il pubblicano tornò a casa giustificato, a differenza del fariseo” (Lc 18,9‐14)

Cari parrocchiani,
nel Vangelo del fariseo e del pubblicano che ascolteremo questa domenica, avvertiamo la luce negativa con cui è presentato il fariseo che pregava tra sé dicendo: «O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano».

Come reazione, facilmente può sorgere in noi la seguente preghiera: «O Dio, ti ringrazio perché non sono come tutti gli ipocriti, superbi, pieni di sé e ingannati, e neppure come questo fariseo del Vangelo di oggi».

La parabola che ascolteremo è narrata «per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri» (Lc 18,9). È anche per me? E per te? Chiediamo a Dio la luce per poter vedere noi stessi e gli altri con i suoi occhi, riconoscendoci tutti bisognosi di perdono ma credendo anche all’amore di Dio, che per ogni uomo e donna ha donato il suo Figlio unigenito.

Siamo preziosi agli occhi di Dio. «Siete stati comprati a caro prezzo» (1Cor 6,20), ci ricorda san Paolo. Gesù Cristo ha versato per noi il suo sangue prezioso, prezzo del nostro riscatto.
Ti conceda il Signore di imparare a pregare non come il fariseo che «stava presso se stesso», ma nell’incontro tra la nostra la nostra povertà e la sua infinita grandezza, che viene riversata su di noi con generosità incomparabile.

Dio vi benedica
don Davide